A proposito del turismo a Venezia PDF Stampa E-mail
Scritto da Giannandrea   
Domenica 27 Maggio 2012 12:07

Intervento uscito sulla Nuova Venezia e il Gazzettino nel maggio 2012.

Mi sorprende la durezza del dibattito in atto a Venezia sulla questione del turismo. Non serviva il console onorario francese Salvy a ricordarci che la questione del turismo a Venezia è di primaria importanza. Non è peraltro nemmeno la prima volta che dalla Francia arriva una ferma critica alla gestione della città. Anni fa toccò a Regis Debry , intellettuale francese, scrivere un acido pamphlet Contre Venise nel quale la città veniva presa a simbolo della progressiva museificazione  e spettacolarizzazione del mondo. Il mio timore è che anche la questione del turismo a Venezia diventi “pretesto”. La mancata riorganizzazione dell’uso turistico del centro storico di Venezia che alla lunga può mettere in crisi la “domanda illimitata” con la quale la città si confronta o i pericolosi effetti che il fenomeno turistico nella sua prorompente vitalità sta producendo sulla struttura fisica, economica e sociale di Venezia, rischiano di essere “pretesto” di una nuova ondata di polemiche, scontri e divisioni. Tutto questo rischierebbe di allontanare e non avvicinare la risoluzione del problema. La città non ha bisogno di “venezianologi” per ogni grave questione che coinvolge una città così delicata e unica al mondo. Ha bisogno che l’amministrazione comunale intervenga velocemente per risolvere un problema che rischia di esasperare gli animi fra chi vive di turismo e chi convive giocoforza con esso. Serve forse un’azione comune fra amministrazione pubblica, università, associazioni, per affrontare il tema in questione nella consapevolezza che la politica turistica dominante di una città come Venezia, che ha problemi di sostenibilità dello sviluppo turistico, deve essere prioritariamente quella della gestione dei flussi e non anacronistiche crociate contro il turismo in generale. Bisogna avere la capacità di capire Venezia nel quadro dei problemi più globali del mondo contemporaneo, come stanno facendo anche nel campo del turismo, grandi città come Berlino e Barcellona. Pertanto, se devo ricordare un francese cha amava e capiva Venezia, preferisco ricordare Chastel e ripartire dal suo monito: “la sfida veneziana non è che l’episodio centrale della crisi del mondo moderno, che dovrà rivedere il suo stile di vita”.

Giannandrea Mencini
Vicepresidente Nazionale ass.VAS (Verdi Ambiente Società)
 

Ultimo aggiornamento Domenica 27 Maggio 2012 12:11