Salvaguardia di Venezia
VAS su Vallone Moranzani PDF Stampa E-mail
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Martedì 01 Aprile 2008 21:45
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Aprile 2008 15:07
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I VAS sul dopo MOSE PDF Stampa E-mail
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Lunedì 26 Novembre 2007 12:16
Nel fine settimana si è tenuta una lunga e partecipata assemblea del circolo veneziano del VAS aperta anche ai vari simpatizzanti sul tema del MOSE dopo le recenti approvazioni dell’opera da parte de Governo italiano e del Comitatone.

L’assemblea ha unitariamente condiviso il concetto che oggi si apre un nuovo scenario per le problematiche della salvaguardia di Venezia e la sua laguna, uno scenario sul quale l’associazione e tutto l’ambientalismo locale dovrà riflettere: l’avvio della grande opera segna infatti un cambiamento radicale in tema di salvaguardia come mai avvenuto finora, con un passaggio giocoforza da una fase di “denuncia” a una fase di “gestione” del problema.
Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Ottobre 2010 19:53
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Politiche di salvaguardia PDF Stampa E-mail
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Giovedì 22 Novembre 2007 18:21

PROSPETTIVE E PRIORITÀ - PREMESSA

In questo momento di acceso confronto all'interno delle Istituzioni e della Comunità locale sul futuro della Salvaguardia di Venezia e la sua Laguna, confronto legato alle problematiche della difesa dalle acque alte ed al progetto di chiusura con dighe mobili alle bocche di porto, vorremmo proporre alcuni elementi di riflessione e di novità su alcune delle questioni ambientali di maggiore interesse, che potranno giocare un ruolo importante nel futuro per Venezia e la sua Laguna.
Il "problema Venezia" infatti non può risolversi solo con la difesa dalle acque alte: Venezia è nata nell'acqua e continuerà a vivere in mezzo all'acqua, e proprio questo rapporto di convivenza millenaria ne fa una città speciale e meravigliosa.
Ci sembra fondamentale perciò, ricordando che i problemi connessi alla salvaguardia di Venezia e della sua Laguna sono molteplici ed attendono soluzioni efficaci da anni, affrontare ed aprire una nuova fase di confronto e dialogo tra le varie parti sociali e politiche, offrendo nuove vie possibili alla soluzione concreta ed indilazionabile di alcune di queste questioni.

VENEZIA

Venezia è capoluogo di una delle più importanti regioni della Repubblica Italiana e inserita in un'area a forte sviluppo economico, il cosiddetto Nordest, ma anche ad intensa trasformazione ambientale ed urbanizzazione del territorio. In tale territorio esistono ancora molte risorse ambientali ed un notevole patrimonio culturale e paesaggistico che, nell'ambito dei processi economici in atto, deve essere indirizzato da politiche di gestione economica sostenibili.
In questo senso Venezia è un esempio emblematico di come un modello di sviluppo che spinge il sistema produttivo verso un uso eccessivo di beni ambientali e culturali, provoca, in molti casi, un consumo di risorse fondamentali per le comunità locali, risorse che appartengono, in qualche misura, a tutta l'umanità. 
Venezia è infatti protetta dall'UNESCO come patrimonio culturale dell'intera umanità e a tutti sono note le inestimabili ricchezze d'arte, di storia e di cultura che essa custodisce.
La città storica è inscindibilmente legata alla sua laguna: la cultura e tradizioni dei suoi abitanti, l'architettura dei suoi monumenti, il tessuto urbano ed edilizio ricamato sull'acqua, sono stati forgiati e hanno preso forma dal paesaggio e dall'ambiente lagunare, che le fanno non solo da meravigliosa cornice, ma conferiscono alla città di Venezia un significato che in un contesto diverso non sarebbe dato di cogliere.
Altri insediamenti sono sparsi per la laguna e sul litorale, alcuni tuttora abitati e meta ordinaria di turisti (Murano, Burano, Torcello, Lido e Malamocco), altri lontani dagli ordinari percorsi turistici, ma ancora abitati da una popolazione che conserva antiche tradizioni e, dalla laguna, dal mare, dalla terra, trae di che vivere, essendo dedita soprattutto alla pesca ed all'orticoltura (Pellestrina, S.Pietro in Volta, S.Erasmo, Treporti).
Diverse sono purtroppo le isole ormai disabitate, con importanti testimonianze di una civiltà irripetibile, e di tempi gloriosi, quando erano luoghi deputati al culto o alla vita religiosa, ad opere di difesa militare o anche semplicemente ad attività agricole.
Al margine meridionale della laguna vi è una città, anch'essa ricca di storia, di piccole dimensioni fino a non molti decenni or sono, che si è via via ingrandita verso il litorale e la terraferma, i cui abitanti, ancora dediti in gran parte all'industria della pesca, hanno scoperto le occasioni offerte dal turismo e dalle attività del terziario: Chioggia. Bella ed affascinante cittadina tra mare e laguna, di impronta decisamente popolare, è quanto mai testimonianza ancora "viva", come altri borghi dell'Alto-Adriatico quale Marano Lagunare, Grado, Caorle, di un assetto urbano costiero e di una cultura e di una economia che un tempo si ritrovava, con leggere varianti, su tutta la linea di costa adriatica soggetta alla Serenissima.

LAGUNA

La laguna di Venezia è uno degli ecosistemi costieri più estesi (550 Kmq) e più importanti d'Europa e dell'intero bacino Mediterraneo in quanto: - area naturale con un immenso patrimonio biologico, faunistico e floristico con biocenosi peculiari e con specie animali e vegetali altrove rare o scomparse del tutto; - area umida rientrante a pieno titolo nei criteri di gestione saggia (wise use) stabilita dalla Convenzione di Ramsar per le aree umide; la laguna è stata individuata come possibile Parco Naturale di valenza regionale, nazionale ed internazionale e potrebbe inoltre divenire, grazie alle sue peculiarità ambientali, con caratteristiche di unicità, il primo Parco promosso dall'Unione Europea. 
Il bacino lagunare pur presentando specie sulla fascia di gronda, estesi insediamenti urbani ed un'ampia area industriale, riserva ancora un certo spazio alle potenzialità naturali.
Il paesaggio lagunare è caratterizzato da ampi specchi acquei percorsi da canali navigabili e costellati da una miriade di isole di natura argillosa.
Molte di esse costituiscono la città di Venezia e i centri minori, altre isole invece, un tempo abitate, sono per la maggior parte in stato di completo abbandono. Gli isolotti naturali tabulari ed appena emergenti dall'acqua che separano la laguna viva dalle zone retrostanti, formano le "barene" e sono solcate da una fitta rete di piccoli e tortuosi canali, chiamati "ghebi".
Tra le barene e gli ampi specchi d'acqua della "laguna viva", vi sono dossi, bassifondi e fondali sommersi, "le velme", che emergono solo in condizioni di bassa marea accentuata. Questo caratteristico ed affascinante paesaggio è ancora relativamente conservato nella laguna settentrionale, mentre è sostanzialmente scomparso nella laguna meridionale anche come conseguenza dell'erosione causata, in buona parte, dal profondo e rettilineo "Canale dei Petroli". La marea regola il ricambio idraulico delle acque, e con esse la funzionalità biologica ed ecosistemica di questa area umida, vivificando l'ambiente e rinnovandone i cicli vitali. La laguna è separata infatti dal mare Adriatico da una fascia litoranea, che presenta tre aperture in corrispondenza dei porti di Chioggia, Malamocco e Lido.
Verso l'entroterra l'argine di conterminazione lagunare, già concepito dalla Repubblica Veneta, separa la terraferma, la fascia di gronda e i sistemi fluviali, una volta sfocianti in laguna, dal bacino lagunare e dalle valli da pesca arginate, dove viene svolto l'allevamento del pesce in forma estensiva.
Un tempo questa fascia di transizione era ricca di acque, paludi, boschi e selve, oltre che di percorsi fluviali oggi quasi completamente scomparsi, bonificate e messe a coltura.
La terraferma veneziana ha gradualmente assunto l'aspetto monotono della pianura coltivata, disseminata di piccoli e medi centri urbani, di strade, di estese aree produttive ed industriali.

EMERGENZE AMBIENTALI DELLA LAGUNA DI VENEZIA

La laguna di Venezia è il risultato della conservazione di un"equilibrio dinamico" e del controllo dei processi naturali che tendono inevitabilmente a modificarla.
Mentre però nella storia passata di Venezia, almeno fino alla caduta della Serenissima alla fine del 18° secolo, l'uomo ha mantenuto un "equilibrio naturale" accettabile grazie ad interventi, che mai sono andati ad intaccare irreversibilmente la stabilità strutturale del sistema, in questo secolo l'equilibrio è stato decisamente alterato, con effetti tali da compromettere caratteri e funzionalità di un ambiente delicato e unico.
I principali nodi si possono riassumere in:
il dissesto idraulico e morfologico del bacino lagunare, con un erosione che si porta via dalla laguna stessa 1.000.000 di metri cubi di sedimenti ogni anno e la inevitabile trasformazione in braccio di mare dell'ecosistema lagunare, a seguito della realizzazione delle dighe alle bocche di porto.L'approfondimento dei fondali e delle sezioni dei canali lagunari, per necessità portuali, in particolare alla Bocca di porto del Lido e soprattutto il "Canale dei Petroli" alla bocca di porto di Malamocco, ha provocato un effetto irreversibile di più veloce propagazione dei flussi di marea, per i maggiori volumi d'acqua entranti in laguna;
l'inquinamento incontrollato del bacino scolante, un bacino idraulico funzionale alla vita stessa della laguna, e l'espansione dell'area industriale di Porto Marghera, dopo l'imbonimento di vaste aree di barena, con lo sviluppo di un grande polo inquinante di industrie chimiche e di raffinamento del petrolio;
l'artificializzazione sempre più spinta del sistema ambientale agricolo e dei sistemi fluviali connessi idraulicamente al bacino lagunare, e l'eccessiva urbanizzazione di tutto l'entroterra lagunare e delle stesse isole e dei litorali, che purtroppo non fanno che aumentare il rischio idraulico di un'alluvione nel bacino idrografico che comprende la laguna e la pianura della Provincia di Venezia, in alcune aree anche estese, collocata sotto il livello del mare;  
Tutto questo contribuisce tuttora a minare il fragile equilibrio su cui riesce ancora a sostenersi Venezia e la sua Laguna.
A fronte di queste emergenze ambientali che vanno risolte al più presto, si devono individuare le linee di indirizzo per politiche di gestione complessiva del territorio, che puntino sulla compatibilità ambientale delle attività produttive, sulla riqualificazione di quelle esistenti, non più sostenibili dall'ecosistema lagunare, sulla salvaguardia attiva delle risorse ambientali e culturali, sul miglioramento della qualità di vita per gli abitanti della laguna e su una vera tutela e valorizzazione ambientale, che mantenga integre alle generazioni future le caratteristiche peculiari dell'ecosistema laguna, tenendo presente che la Laguna di Venezia è in contatto diretto con il Mare Adriatico, che va anch'esso inserito nel contesto di cui sopra.
Inoltre la salvaguardia fisica ed ambientale della laguna non può essere solo esclusivamente orientata verso un'ottica puntuale e/o ingegneristica, affidata unicamente ad azioni all'interno della laguna stessa o alle bocche di porto, ma deve essere il risultato di una pianificazione ecosistemica e di una gestione del territorio, che interagisca in modo complesso ed articolato su tutto il bacino idrografico, anche a monte della laguna, e come sia perciò necessario fare delle politiche ambientali, il caposaldo della futura pianificazione territoriale, su cui guidare le attività socio-economiche presenti in laguna.
E' indubbio che vanno cambiate le prospettive d'intervento all'interno della Laguna di Venezia: se ad esempio all'inizio del secolo si è sviluppata un'area come Porto Marghera in Laguna, con esigenze storiche diverse, di sviluppo e crescita economica "quasi obbligatoria" dell'area veneziana, creando anche situazioni di squilibrio dell'ecosistema, sarebbe bene che per il futuro tanto gli interventi di riequilibrio e risanamento, quanto gli interventi alle bocche di porto, vadano riconsiderati sotto un aspetto sistemico, in modo da calibrare, attraverso un adeguato programma, gli interventi giusti nel sistema lagunare per non peggiorare la situazione e dover poi, attraverso una lunga e costosa opera di risanamento e riequilibrio, sanare nuovi guasti che si potrebbero creare. E non va certo peggiorata la situazione del sistema, già critica e non più sostenibile sotto certi aspetti, a scapito solo di alcune componenti socioeconomiche ed ambientali dell'area territoriale in cui si inserisce il bacino lagunare e la città storica.

OBIETTIVI DELLE POLITICHE DI SALVAGUARDIA

Sulla base di queste considerazioni ci appare ovvio delineare alcuni temi sui quali ciascun soggetto preposto a progettare, ad intervenire e a gestire la Laguna di Venezia, deve individuare le possibili alternative e le soluzioni di intervento, anche attraverso una maggiore integrazione e coordinamento delle attività di riqualificazione ambientale e di valorizzazione naturalistica, affinchè il concetto di sviluppo sostenibile sia non un concetto astratto ma una realtà possibile per la Laguna di Venezia.
Gli obiettivi prioritari, a nostro avviso su cui vanno concentrati i giusti sforzi e le adeguate risorse finanziarie, per trovare le soluzioni più razionali al fine di garantire una efficace politica di salvaguardia sono:
Ripristino morfologico e funzionale dell'ecosistema lagunare, nella sua complessità ed articolazione, rimuovendo le principali cause di dissesto e di squilibrio idraulico e fisico, per evitare la trasformazione della laguna in braccio di mare;
Disinquinamento della Laguna, con priorità di bonifica di Porto Marghera e di prevenzione e risanamento delle acque dolci del bacino scolante;
Tutela delle risorse ambientali presenti nell'area umida lagunare, con particolare riferimento ad una gestione saggia delle risorse faunistiche e floristiche, creando inoltre corridoi ecologici, per il mantenimento della biodiversità, tra le aree naturali presenti nella pianura veneziana;
Regolamentazione delle attività umane in laguna con particolare riferimento al traffico acqueo, causa di grave erosione e dissesto della struttura edilizia per moto ondoso, e alla razionalizzazione delle pratiche di pesca in laguna;
Individuazione di politiche sociali e ambientali volte al recupero ed alla tutela della Laguna ed alla valorizzazione dell'insieme di comunità locali, che ancora vivono e vogliono restare radicate al territorio lagunare.  
Obiettivo di prioritaria importanza deve essere inoltre la salvaguardia fisica e socio-economica della città storica, attraverso un'opera di manutenzione complessiva (scavo dei rii, rialzo della pavimentazione, reastauro delle fondazioni, bonifica degli impianti igienici), già avviata in questi ultimi anni, che consenta anche maggiori possibilità e garanzie per chi a Venezia abita e vorrebbe continuare ad abitare, a lavorare, a viverci.
Tali opere di ordinaria e di straordinaria manutenzione della città e della laguna sono necessarie e non possono e non devono entrare in contraddizione con alcuna altra opera: si può dubitare ad esempio, che gli abitanti sarebbero contenti che in cambio di finanziamenti per opere, di cui si discute ancora sulla necessità o meno a lungo termine, in particolare le previste chiusure mobili alle bocche di porto, fossero tagliati i finanziamenti per restauri, per il bando di acquisto della prima casa, per contributi e sgravi per le attività produttive.
Perchè se Venezia perderà i suoi abitanti, come sta già purtroppo accadendo, perdendo così la sua memoria culturale-storico-ambientale e la sua identità di essere città d'acqua, multicolore e diversa, verrà meno a se stessa.
Se fino a qualche anno fa infatti l'appartenere a Venezia era motivo di orgoglio e punto di forza per superare qualsiasi difficoltà, insita nel suo essere città d'acqua, oggi tale senso di appartenenza sta venendo meno, per un voler diventare a tutti i costi una città normalizzata ed omologata, forse di terraferma, che non può essere e non sarà mai, a meno di trasformazioni radicali in netto contrasto con la storia passata di Venezia, una storia di convivenza con l'acqua el'ambiente lagunare. Oggi questi aspetti fisici e naturali sono visti invece come unico ostacolo a certi modelli di progresso e sviluppo insostenibile, che putroppo ancora qualcuno propone, decisamente incompatibili con la salvaguardia stessa di Venezia e la sua Laguna.

AZIONI DELLE POLITICHE DI SALVAGUARDIA

Venezia nonostante tutte le difficoltà insite nel suo essere città d'acqua e quindi al di fuori degli schemi funzionali e strutturali di una città normale, contiene dentro il proprio tessuto urbano e socio-economico alcune potenzialità per poter diventare una città del futuro, dove uomo ed ambiente possono riconciliarsi nell'ambito di un modello di sviluppo economico sostenibile.
E la Laguna, ambiente di contorno suggestivo ma nel contempo ricco di risorse umane e naturali, può essere la giusta cornice per inquadrare un modo alternativo di pensare e gestire il territorio. Nell'ambito delle politiche di salvaguardia vanno individuate le giuste strategie di intervento per raggiungere gli obiettivi previsti, nel modo più razionale efficace e sostenibile, sia sul piano economico che ambientale. Per far questo è necessario rivedere in maniera complessiva la gestione e il modo di intervenire sull'ecosistema lagunare ed in particolare è necessario:
Progettare gli interventi di salvaguardia con criteri razionali, adottando maggiormente sistemi di ingegneria naturalistica per rifare rive, argini, isole, puntando più ad un recupero morfologico consono alle caratteristiche di naturalità della laguna ed al riequilibrio idraulico. Tali interventi dovranno essere sottoposti ad una strategia di bacino (fiumi, acque dolci, laguna, bocche di porto), con la riprogettazione delle dighe foranee e di nuovi sistemi di difesa a mare, per limitare l'entrata di grandi volumi d'acqua in laguna e permettere il ripascimento interno alle bocche di porto e lungo i litorali. Tali interventi dovranno inoltre essere studiati e sperimentati in forme diverse ma sempre con materiali, forme e modalità praticabili e compatibili sia con la portualità, sia con l'equilibrio naturale dell'ambiente lagunare.
Riconversione delle attività produttive, incentivazione, anche con finanziamenti pubblici, di attività produttive a basso impatto ambientale e ad alto contenuto tecnologico nel settore agricolo, nell'artigianato e nel settore industriale, puntando sul risparmio energetico ed alla determinazione di standard ambientali, anche attraverso la Certificazione di Prodotto e dei Sistemi produttivi (Norme ISO 9000 e 14000, Regolamento EMAS).
Rivitalizzazione economica, che deve slegarsi dalla monocoltura del turismo, oltrettutto accentrata solo sul Centro storico, puntando quantomeno ad una diversificazione dell'offerta turistica (ad.es. ecoturismo, termalismo marino e turismo congressuale) e sulla diversificazione dei flussi turistici, per avviarsi verso modelli economici sostenibili, legati ad una vera e più diffusa valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale di Venezia e di tutta la sua laguna, e ad attività economiche tese al recupero dell'artigianato locale e dei mestieri tipici con specifiche specializzazioni (tecnologie di restauro, carpenteria in legno, cantieristica tradizionale), ed anche all'utilizzo di tecnologie avanzate ed all'informatica.      Pensiamo al proposito all'interessante esperienza del Laboratorio di Ricerca per Nuove Tecnologie del Mare realizzato dal Consorzio Thetis all'Arsenale, che peraltro potrebbe diventare un centro catalizzatore di altre iniziative in un'area di Venezia, l'Arsenale, che può e deve avere un futuro.
Gestione alternativa del sistema portuale, dove se da un lato si dovrà progressivamente dismettere il traffico petrolifero e chimico legato alle industrie ormai incompatibili di Porto Marghera, si potrà invece sviluppare il traffico passeggeri e il cabotaggio marittimo, che per un paese di mare e di coste come l'Italia dovrà essere un nuovo modo di pensare il sistema dei trasporti italiano. Traffico marittimo che, secondo l'Autorità Portuale di Venezia, nel Mare Adriatico e al di fuori delle rotte oceaniche (come è ovviamente per Venezia), si sta orientando, in un orizzonte temporale che si aggira attorno ai 20 anni, verso navi relativamente più piccole (navi feeder), cui sono sufficienti fondali portuali al massimo attorno ai 12 metri e in prospettiva anche meno. Navi tecnologicamente avanzate, più sicure e più funzionali sotto il profilo della gestione economica, da parte degli armatori, e della navigazione su tratte medio-brevi.  
Ma le più grandi opportunità sono legate alle due questioni ambientali maggiori cui è legato il futuro della salvaguardia di Venezia e della sua Laguna: Porto Marghera e il Parco della Laguna di Venezia. La bonifica di Porto Marghera e la riconversione della maggior parte delle attività industriali, ormai incompatibili sia con la tutela della salute umana sia con la fragilità dell'ecosistema lagunare, rappresentano una possibilità di investimenti, occupazione e sviluppo sostenibile, non solo per Venezia, ma per tutto il territorio lagunare e provinciale. L'esempio di molte aree ex-industriali in Germania dove si è realizzato un miracolo di tutela dell'ambiente e sviluppo sostenibile dell'economia e dell'occupazione, può essere un modello realistico cui riferirsi: un'interessante prospettiva, su cui gli Enti Locali e gli operatori economici stanno già lavorando ed in parte già avviata con la realizzazione del "Parco Scientifico Tecnologico", che potrà contribuire a rilanciare, a livello quantomeno regionale, il ruolo di Venezia come polo attrattore di nuove idee, di capacità imprenditoriali, di cultura scientifica e tecnologia avanzata. L'istituzione del Parco della Laguna di Venezia, vista con molto scetticismo dagli operatori economici, in particolare turistici, e dai cacciatori, può e deve essere un modello di riferimento che possa coniugare tutela dell'ambiente e sviluppo compatibile del bacino lagunare. Senza questo strumento essenziale e senza una regolamentazione delle attività economiche che si svolgono in laguna il rischio è che l'immenso patrimonio naturale della Laguna di Venezia verrà dilapidato in breve tempo, come in parte sta già accadendo. Altresì il Parco può essere il volano per garantire uno sviluppo diffuso di tutte le realtà locali della Laguna, litorali, isole, e gronda lagunare, e può innescare e alimentare una serie di attività compatibili, oggi in gran parte secondarie, quali l'ecoturismo, l'artigianato locale, la vallicoltura, l'agriturismo e le produzioni agricole.

L'INFORMAZIONE COME STRUMENTO ESSENZIALE PER LE POLITICHE DI SALVAGUARDIA

Strumento essenziale di questi processi in atto già previsti in un prossimo futuro o futuribili è il ruolo dell'informazione ai cittadini ed alla comunità intera.
Tali azioni di politica ambientale saranno possibili soprattutto attraverso il consenso, il coordinamento dei processi volontari e con una gestione coordinata delle politiche di gestione e controllo sul territorio lagunare. Solo garantendo ciò uno sviluppo sostenibile della comunità lagunare sarà possibile.
La complessità del sistema normativo, il gran numero di amministrazioni responsabili del governo e del controllo sul territorio, la necessità di un monitoraggio continuo dell'efficacia e dei risultati delle azioni di politica ambientale, sulle trasformazioni del sistema produttivo verso uno sviluppo compatibile con l'ambiente, richiedono urgentemente l'istituzione di un sistema informativo democratico ed aperto ai contributi della comunità locale, non esclusivamente istituzionale, che permetta il dialogo tra chi produce l'informazione e la comunica ai cittadini, e chi fruisce di tale informazione.
Un'informazione ambientale che deve incidere sugli stili di vita della comunità locale, comunità locale veneziana già molto sensibile riguardo ai maggiori problemi ambientali.
Per cui l'informazione ambientale deve andare oltre la comunicazione di semplici "fatti del giorno" o "emergenze", e deve essere funzionale ad una comunicazione dinamica e quindi produttiva di effetti.
Deve quindi offrire una adeguata informazione al mondo del lavoro e al mondo delle istituzioni, relativamente alla compatibilità delle produzioni industriali e agricole, alle opportunità di investimenti per settori più compatibili con l'ambiente, alle nuove tecnologie cosiddette pulite ed inoltre un'informazione dettagliata su tutte le normative antinquinamento, asporto rifiuti, etc.
In questo ambito diventa importante istituire un coordinamento per il monitoraggio dei dati ambientali che consentirebbe ogni anno di stilare un rapporto dello stato dell'ambiente lagunare (una specie di "State of the world" per la laguna).
In questo ambito diventa importante inoltre avere un controllo continuo dei processi socio-economici in atto che abbiano un diretto impatto sulle componenti Ambiente e Salute, per verificare che non siano superati i limiti di sostenibilità, intesa come "sviluppo che soddisfa i fabbisogni presenti senza mettere in pericolo la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri".
Fondamentale sarà individuare indicatori di sostenibilità, riferiti all'ambiente urbano di Venezia e di Mestre e all'ambiente lagunare in senso lato.
Tali indicatori dovranno essere scelti con il coinvolgimento dei vari membri e dei vari settori della comunità (popolazione, associazioni, gruppi di interesse economici e non profit, amministratori pubblici, statali, regionali, provinciali e comunali).
I cittadini in particolare dovranno identificare aspetti ambientali, sanitari e della vita economica, sociale e culturale che più li toccano nello svolgimento della propria "vita normale".
I cittadini sono chiamati anche a definire i limiti dello "sviluppo insostenibile" per i vari fattori che influenzano tali aspetti. I coordinatori dei processi verso una sostenibilità del sistema (esperti di sostenibilità) dovranno monitorare questi fattori e definire valori possibili da raggiungere per rientrare nei criteri di sostenibilità.
L'orientamento verso la sostenibilità sarà reso possibile dalla definizione precisa di indicatori ambientali, che in realtà sono "piccole unità di informazione che sottolineano quello che succede nel sistema più grande: sono piccole finestre che permettono di intravedere il "quadro di insieme".
Quindi dovrà essere calcolato lo stato attuale dell'ambiente attraverso degli indicatori e la loro misurazione rispetto ad un valore possibile e/o ideale. E di conseguenza verranno messe in atto azioni coordinate e congiunte, anche attraverso processi comunicativi, informativi e partecipativi ad hoc, per rivedere e correggere le attuali tendenze di insostenibilità e per non porre a rischio la qualità della vita urbana e la qualità dell'ecosistema lagunare.


VAS (ass. Verdi Ambiente Società) - Circolo di Venezia - Del. Veneto

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Ottobre 2010 16:50
 
VAS sulla salvaguardia di Venezia PDF Stampa E-mail
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Martedì 20 Novembre 2007 10:10
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