Vas Venezia su incidente isola del Giglio e Grandi Navi in città PDF Stampa E-mail
Scritto da Giannandrea   
Lunedì 16 Gennaio 2012 14:34

Purtroppo, ancora una volta, un tragico evento ci stimola a dire la nostra opinione su quanto accade in questo nostro straordinario, ma contraddittorio paese. La tragedia navale del Giglio non ci sorprende, in questi anni sulla spinta di un continuo incremento delle attività crocieristiche le compagnie di navigazione hanno varato navi sempre più grandi in una sorta di gara a chi riusciva a trasportare contemporaneamente più persone, trasformando le navi in moderni “paesi dei balocchi galleggianti” dove tutto è all’insegna del lusso e dello spreco. Lusso e spreco una formula magica vincente per attirare sempre più persone, affascinate non delle mete raggiunte, ma dal viaggio stesso e dalla vita di bordo fuori dalle quotidiane abitudini. In questi viaggi le lunghe ore di navigazione chiedevano qualche “colpo ad effetto” come il transito nei pressi di isole particolari quali Stromboli o il Giglio. Crediamo che le Compagnie di Navigazione difficilmente non sapessero di queste divagazioni di rotta che erano divenute consuetudine da anni, crediamo anzi che forse i comandanti fossero invitati a farlo per compiacere ai passeggeri, o perlomeno non ci risulta nessun ordine negativo al riguardo. In questo stesso contesto crediamo rientri il ricatto che da anni le Compagnie portano alla città di Venezia, pretendendo il passaggio in Bacino ai mostri galleggianti pena l’abbandono dello scalo. Sono anni che noi di Vas Venezia denunciamo questa difficile convivenza, già dieci anni fa ci chiedevamo se in futuro fosse stato necessario spostare le isole di S.Andrea e S.Giorgio per agevolare il passaggio alle meganavi. Per ovviare a questo problema di traffico il Presidente dell’Autorità Portuale Costa rispolvera una sua vecchia proposta di quando era Sindaco-Commissario: scavare il canale S.Angelo della Polvere per creare un circuito di entrata e uscita tra Malamocco e S.Nicolò. Si verrebbe a creare una sorta di circuito acqueo a senso unico tra Malamocco-Canale Petroli-Nuovo Canale-Stazione Portuale-Canale Giudecca-Bacino S.Marco-S.Nicolò. Riteniamo questa proposta sbagliata perché, oltre ai gravissimi danni idraulici che questo ulteriore scavo produrrebbe, di fatto non risolverebbe nulla dei già citati problemi ambientali e di inquinamento atmosferico patiti dalla città, ma servirebbe solo ad aumentare il numero delle navi in transito che non avrebbero più il problema di incrociarsi nelle fragili e limitate acque lagunari. In questi anni la protesta popolare è aumentata con la presenza, oltre alle storiche associazioni, di comitati spontanei di cittadini che si battono per una nuova regolamentazione del traffico marittimo nelle acque lagunari e del Centro Storico. Come abbiamo già avuto più volte occasione di ribadire Vas Venezia non è contrario alle attività crocieristiche e portuali in generale quando queste però siano attuate con modalità rispettose dell’ambiente lagunare, riteniamo quindi inderogabile una regolamentazione che fissi sia un severo limite di tonnellaggio per il transito delle navi nel Bacino di S.Marco e nei canali attigui alla città, sia le caratteristiche dello scafo che dovrà rientrare in determinati limiti di sicurezza. Proponiamo che per le navi di dimensioni eccedenti vengano attrezzati appositi ormeggi a Marghera, raggiungibile attraverso il Canale dei Petroli, dove sarebbe possibile prevedere il trasferimento dei croceristi in città con sistemi urbani terrestri dedicati come un trenino elettrico o altre soluzioni a basso impatto ambientale o venga studiato approfonditamente un avanporto dedicato anche se tale soluzione non convince appieno in quanto renderebbe necessario il trasferimento dei croceristi via acqua con pesanti ripercussioni causa il moto ondoso generato.

Ass. Vas Venezia
 

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Gennaio 2012 14:39