Appello per un PAT diverso: Vas Venezia aderisce PDF Stampa E-mail
Scritto da Giannandrea   
Lunedì 16 Gennaio 2012 14:31

DIFENDERE LA CITTA' CHE VOGLIAMO

Vecchie e nuove emergenze ambientali minacciano il territorio in cui viviamo. E ripropongono un modello di sviluppo e di relazioni sociali, di cui la crisi sta mostrando il drammatico fallimento.In questi anni, infatti, cementificazione del territorio, realizzazione di infrastrutture inutili e devastanti e speculazione finanziaria sono andate a braccetto, consegnandoci un presente ed un futuro fatti di degrado della qualità della vita e di precarietà. Ma, come hanno dimostrato anche le strordinarie vittorie nei referendum contro il nucleare e per l'acqua pubblica, l'alternativa esiste ed è a portata di mano: nasce dall'intreccio tra la rivoluzione energetica delle fonti pulite, rinnovabili e decentrate, difesa e gestione democratica e partecipata di beni comuni e servizi pubblici essenziali, sviluppo di una mobilità dolce e sostenibile, realizzazione di progetti di riqualificazione urbana condivisi e a misura d'uomo.Eppure poteri forti e ben precisi interessi economici insistono, perseverano nel tentativo d'imporre al nostro territorio, che tanto ha pagato in termini di ambiente e salute, attività e progetti devastanti. Intorno al cosiddetto Quadrante Tessera si stanno concentrando le principali mire speculative. Italferr e Reti Ferroviarie Italiane, società del gruppo Ferrovie dello Stato, insieme alla Regione Veneto e al Commissario Governativo, nonostante le valutazioni negative di tutti i Comuni interessati a partire da quello di Venezia, vogliono imporre il tracciato in gronda e litoraneo del TAV, con la realizzazione della nuova stazione ipogea dell'Alta Velocità presso l'aeroporto. La società SAVE e il suo presidente, il finanziere Marchi, oltre alla TAV e all'insostenibile Sublagunare, vogliono il raddoppio delle piste dell'Aeroporto Marco Polo, con conseguenze pesantissime per tutto il territorio circostante. Lo sviluppo di tutte queste infrastrutture servirebbe a giustificare la colata di cemento prevista in oltre tre milioni di metri cubi di terziario, commerciale e direzionale sulle aree attualmente agricole di Tessera, aumentando il rischio di allagamenti. Intanto a Venezia l'Autorità Portuale e il suo presidente Costa intendono confermare ed incrementare il traffico delle grandi navi da crociera lungo i canali e nelle aree più delicate della città, non curanti dell'impatto da esse provocato, mentre una portualità sostenibile potrebbe portare nuova occupazione pulita in città.Crediamo che l'imminente discussione in Consiglio Comunale del Piano di Assetto del Territorio debba costituire una delle occasioni in cui la nostra comunità può e deve riappropriarsi della sovranità sul proprio territorio, sbarrando la strada a quei poteri forti e a quegli interessi economici che cercano di imporre i loro progetti fuori e contro qualsiasi percorso democratico e partecipato. Crediamo sia l'occasione per pronunciare, chiari e forti, dei NO che rappresentano altrettanti SI' alla città che vogliamo, la città che difende e cura i propri beni comuni, che afferma l'alternativa di un possibile nuovo modello di sviluppo e relazioni sociali.