Le associazioni ambientaliste scrivono alle Autorità contro il moto ondoso ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Giannandrea   
Lunedì 12 Dicembre 2011 09:35

Gianpaolo Pamio della LIPU con la collaborazione di Dario Vianello dei VAS hanno preparato un documento sul grave fenomeno del moto ondoso inviato il 6 dicembre 2011 alle Autorità competenti e poi alla stampa locale che di seguito riportiamo.

 

 

Al ministro dei Beni Culturali
Spett.le Soprintendenza ai BB.AA.
Spett.le Comune di Venezia
Spett.le Regione Veneto
Spett.le Magistrato alle Acque
Spett.le Capitaneria di Porto di Venezia

 

                                                                                                              Venezia, li 6 dicembre 2011

 

Oggetto: moto ondoso e danneggiamento al patrimonio storico – artistico della Città di Venezia


Spett.li Enti/Amministrazioni, sig. ministro,

per la nostra città l’anno 2011 è stato caratterizzato da un eccezionale afflusso di turisti, fatto che alla luce della crisi economica attuale rappresenta un elemento particolarmente positivo per il benessere della comunità veneziana. A fronte di questi dati le scriventi Associazioni non possono però esimersi dal rilevare come il citato aumento dei flussi turistici  abbia portato ad un altrettanto eccezionale aumento del traffico acqueo motorizzato sia nel centro storico che nelle acque lagunari.

Mezzi di linea, motoscafi Granturismo, barche da trasporto, taxi acquei, motoscafi da noleggio e barche da diporto di tutte le dimensioni formano l’imponente flotta che ha percorso in questi mesi tutti i canali cittadini e lagunari con ritmi inusuali spesso senza rispettare le norme vigenti del traffico acqueo in particolare quelle riguardanti i limiti di velocità.

Tutto ciò ha causato numerosi effetti negativi collaterali principalmente il moto ondoso, con danneggiamenti di vario tipo a palazzi – rive - ponti – strutture, e gli incidenti nautici anche gravi.  

 Le nostre Associazioni ricevono da anni le segnalazioni della cittadinanza relative a nuovi e vecchi danneggiamenti, in particolare sono stati appurati danni alle rive dei canali veneziani di maggior transito come i rii SS. Apostoli,  Noale, della Guerra, S.Basilio ecc., mentre per qualsiasi cittadino è ormai consuetudine vedere taxi acquei sfrecciare nei canali cittadini oppure barche da trasporto di ogni dimensione, anche in ferro, passare (o almeno tentare) in rii strettissimi provocando danneggiamenti a ponti, pietre d’Istria, rive, balaustre, ecc. tutto in deroga ai regolamenti vigenti.

A nostro parere la situazione è ormai al collasso e se non si interverrà con urgenza si rischia la totale ingovernabilità del settore trasporto acqueo, con drammatiche conseguenze se la prossima stagione turistica si manterrà sugli standard di quella appena conclusasi.

Accogliamo favorevolmente sia l’iniziativa della Provincia di Venezia per la realizzazione di un motoscafo tipo taxi con propulsione elettrica, sia la discussione avviata dal Sindaco Orsoni sulla necessità di rivedere completamente il sistema dei trasporti veneziano attualmente non più in grado di garantire contemporaneamente moderna efficienza e compatibilità ambientale.

Per questi motivi le scriventi Associazioni si rendono disponibili per confrontarsi con gli Enti in indirizzo al fine di poter illustrare e condividere le proposte che da alcuni anni sottoponiamo all’opinione pubblica cittadina, alcune delle quali si possono riassumere in:  
  
- aumentare i controlli della velocità in centro storico e organizzare periodici controlli anche in tutti i canali lagunari e fluviali in particolare in quelli interessati da un notevole flusso di attraversamento con maggior frequenza nel periodo estivo;

- aumentare la sanzione amministrativa per tutti mezzi adibiti ai vari servizi acquei sia per l’eccesso di velocità che per il moto ondoso prodotto, attualmente di soli 102 euro, magari prevedendo 2/3 scaglioni di importo in base alla gravità della violazione, per i casi più gravi oltre alla sanzione amministrativa prevedere anche la sospensione dei titoli professionali;

- per il diporto adottare il sistema di patente a punti prevedendo inoltre un “patentino locale” per i minorenni e per chi conduce barche  dotate di motori inferiori a 40cv;

- ricalibrare i tempi di percorrenza dei mezzi di linea considerando il notevole aumento dei tempi di sosta ai pontili per lo sbarco/imbarco dei passeggeri e, in alcune linee, l’aumento delle fermate;

- fissare un limite (2020?) per il transito nei canali interni del centro storico e delle isole alle barche con lo scafo in ferro, per quell’epoca prevederne la dismissione/rottamazione completa senza nessuna deroga, con dei finanziamenti per la conversione e l’acquisto dei nuovi mezzi;

- fissare un limite di stazza e dimensionamento, senza deroghe, per le barche da trasporto, individuando in punti strategici della città luoghi idonei per l’interscambio merci da unità più grandi, riservando le eventuali deroghe solo a casi eccezionali e non continuativi;

- predisporre un regolamento al traffico che preveda una data (2025?) dal momento in cui tutti i mezzi acquei circolanti in centro storico dovranno essere dotati di motorizzazioni alternative (elettrica, solare, ecc.) in questo modo si otterrà anche una moderazione della velocità; il nuovo regolamento consentirà ai mezzi dotati di motorizzazione tradizionale la navigazione solo nei canali perimetrali;

- concordare tra i vari enti interessati un limite di stazza per tutti i motoscafi Granturismo che navigano nelle acque lagunari e fluviali, definendo Granturismo tutti quei mezzi adibiti al trasporto passeggeri aventi portata oltre le 20 persone;

- destinare almeno la metà dei corrispettivi incassati dalle sanzioni per contrastare il moto ondoso all’istituzione di un fondo per finanziare la riconversione di mezzi e motori.

Si precisa che queste misure non prevedono particolari spese ne per l’Amministrazione Comunale ne per gli altri Enti in indirizzo, anzi la prevenzione di comportamenti illeciti e la  effettiva introduzione di nuove e più efficaci norme di tutela ambientale consentirebbe il  contenimento degli enormi importi utilizzati da anni per la manutenzione delle rive, dei palazzi, dei ponti ecc. danneggiati dall’incessante moto ondoso e dal traffico selvaggio, consentendo inoltre un miglior mantenimento dei canali marittimi e lagunari e una più attenta conservazione delle aree barenicole e di basso fondale attualmente in grave stato di disfacimento un po’ in tutto il territorio lagunare. Sotto il profilo occupazionale tali proposte darebbero un forte impulso alla cantieristica veneziana  per i prossimi 20 anni.

In attesa fiduciosi dell’attuazione di quanto richiesto rimaniamo a disposizione per integrazioni, chiarimenti, incontri.
 

LIPU Venezia

VAS Venezia

WWF Venezia e Miranese

Gruppo per la salvagaurdia La Salsola - Campalto

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Dicembre 2011 09:46