I VAS sulle "Grandi Navi a Venezia" dopo l'incidente al Porto di Genova PDF Stampa E-mail
Scritto da Giannandrea   
Domenica 12 Maggio 2013 16:44

Di seguito il comunicato stampa nazionale dei Vas in merito alla presenza delle "Grandi Navi" a Venezia alla luce del drammatico incidente del Porto di Genova.

 

 La recente tragedia nel porto di Genova riporta prepotentemente alla ribalta il problema delle Grandi Navi a Venezia. Dall’incidente del Giglio è passato oltre un anno, un lungo periodo che ha visto l’approvazione del decreto Clini che vietava il transito in Bacino S. Marco delle navi oltre le 40.000 ts, e la sua contemporanea immediata sospensione, in una sorta di “vorrei ma non posso” tipica dell’italica indecisione. Alle vibranti proteste di chi le vuloe allontanare si sono contrapposte le prese di posizione di chi invece intende favorirne il transito facendo prevalere il ritorno economico complessivo rispetto ai gravi problemi ambientali prodotti.

Come per l’Ilva di Bari, cosè più importante? La salute pubblica e la conservazione ambientale del territorio o il lavoro di chi è impegnato nel settore? Un grande dilemma aggravato dalla crisi economica in atto. Per questo motivo lo scorso anno Vas aveva lanciato l’ipotesi di scindere le scelte strategiche a lungo periodo da quelle più immediate da realizzarsi in breve tempo. Questo ci aveva motivati dal proporre il trasferimento delle navi più grandi e pericolose a Porto Maghera facendole transitare esclusivamente nel canale Malamocco – Petroli. Si poteva organizzare lo  sbarco dei passeggeri i vari modi: via acqua con motonavi o granturismo, via terra con autobus, via rotaia con convogli dedicati. Questa soluzione, se accettata, avrebbe potuto essere già operativa quest’anno liberando la città almeno dalla parte più consistente dei pericolosi passaggi mantenendo inalterato il flusso turistico che l’attività produce. Invece ha prevalso la contrapposizione tra il tutto o niente, che invece che risolvere i problemi li aggrava in un nulla di fatto che ha consentito il transito a navi sempre più grandi. Sia chiaro noi siamo contro il passaggio delle Grandi Navi e siamo contro il progetto dell’Autorità Portuale per lo scavo del canale Contorta-S.Angelo, siamo contro i richieste delle compagnie di navigazione che vogliono imporre la loro logica di sfruttamento economico dei siti turistici incuranti dei danni ambientali prodotti al territorio e alla salute dei residenti. Siamo invece favorevoli  a un’attività croceristica che si adegui alla fragilità dell’ambiente lagunare e al rispetto della comunità che ci vive, crediamo che questo equilibrio si possa raggiungere con scelte che tengano conto di tutti gli aspetti che la vicenda impone.

Quanto va affermando da tempo il Presidente del Porto sui bassi fondali che impedirebbero lo schiantarsi delle navi contro rive e palazzi non tiene minimamente conto che il transito non avviene su specchi acquei deserti, ma in acque cittadine ormai intensamente trafficate dove la nave prima di arenarsi potrebbe travolgere una motonave, un vaporetto o un granturismo con centinaia di passeggeri a bordo, oppure dei taxi, una carovana di gondole o un semplice barchino. Quindi in attesa che si decida quale sarà lo sviluppo del Porto di Venezia nei prossimi decenni, anche in relazione ai cambiamenti climatici previsti, crediamo che spostare rapidamente le navi di maggiori dimensioni  a Porto Marghera sia l’unica soluzione praticabile nell’immediatezza. I gravi incidenti che si susseguono ci impongono scelte consapevoli e rapide, crediamo infatti che il problema vero non sia se l’incidente ci sarà, ma quando ci sarà. In questo caso la responsabilità sarà non solo di chi è al comando della nave, ma anche di chi poteva intervenire e non lo ha colpevolmente fatto.

Sen. Guido Pollice

Pres. Nazionale dei VAS 

Ultimo aggiornamento Domenica 12 Maggio 2013 16:56