SEMENTI TRANSGENICHE: IL VENETO RIBADISCE IL SUO NO. FORMALIZZATA LA TASK FORCE REGIONALE ANTI OGM PDF Stampa E-mail
Scritto da Giannandrea   
Martedì 10 Aprile 2012 10:56

“La scelta di un Veneto agricolo ogm free non è ideologica e non nasce da pregiudizi antiscientifici; ha anzi saldissime motivazioni, che sono economiche, di immagine, di prevenzione e di prospettiva di sviluppo del nostro agroalimentare e delle nostre imprese agricole, che basano il proprio successo e il proprio valore sulle tipicità, sulla biodiversità e sulla qualità e sull’assenza di organismi geneticamente modificati”. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto, introducendo stamani a Venezia la riunione della Task Force anti OGM regionale, alla quale sono intervenuti i rappresentanti di Coldiretti e CIA (agricoltori), CNA e Confartigianato (artigiani dell’agroalimentare), Federconsumatori, Slow Food, Legambiente, VAS e WWF, presente il coordinatore della Task Force nazionale per un’Italia libera da OGM, prof. Stefano Masini. La riunione era stata promossa dallo stesso assessore per “una riflessione sulla strategia regionale sugli OGM e per legittimare un luogo d’ascolto” su un tema cruciale, sul quale si è riacceso qualche giorno fa il dibattito, sul quale le Regioni avevano già formalizzato oltre un anno fa la loro contrarietà, riconfermata unanimemente anche la scorsa settimana da tutti gli assessori regionali d’Italia con un ordine del giorno approvato ieri dalla conferenza dei Presidenti. Nel corso dell’incontro odierno, la Task Force ha deciso di darsi una sorta di “struttura di funzionamento” per rendere più efficace la propria attività: presidente è stato nominato Daniele Toniolo, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto, supportato per il coordinamento da Sandra Chiarato di Coldiretti.
Il “no” delle Regioni alle colture OGM si è tradotto in una richiesta al Ministro delle Politiche Agricole di procedere con l’esercizio della clausola di salvaguardia sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati. Il Ministro delle Politiche Agricole è stato inoltre impegnato a rappresentare al Ministro dell’Ambiente e in occasione delle riunioni in sede comunitaria la posizione unanime delle Regioni e delle Province autonome di assoluta contrarietà rispetto alla autorizzazione della coltivazione sul territorio nazionale degli organismi geneticamente modificati. Le Regioni hanno infine chiesto che venga inserita nella normativa nazionale la “clausola di cedevolezza della normativa statale su quella regionale”, che dunque dovrebbe prevalere sulla prima. “Ribadiremo questa posizione ogni volta che ci saranno tentennamenti o cambiamenti di governo nazionale”, ha ribadito l’assessore veneto, mentre anche a livello regionale – è stato affermato – serve un pronunciamento formale sulla questione, che avrebbe un ampio sostegno trasversale.
La Task Force regionale dovrebbe collegarsi a quella nazionale per supportare meglio tutte le iniziative capaci di affermare il valore dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano ogm free. Perché “gli ogm – ha ricordato il prof. Masini – sono soprattutto nocivi all’Italia, all’identità italiana e al patrimonio del made in Italy che ha valore nel mondo”: essi infatti “indicano al nostro territorio un modello produttivo che non ci appartiene e che impoverirebbe gli agricoltori e l’immagine stessa del nostro Paese”.
 

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Aprile 2012 19:12