No al Mo.S.E. fermare i nuovi cantieri PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 11 Settembre 2004 00:00
Il Magistrato alle Acque (Min. delle infrastrutture) e il suo Concessionario unico (Consorzio Venezia Nuova) vogliono IMPORRE il Mo.S.E. nonostante che da decenni dalla comunità scientifica provengano soluzioni alternative, più sicure e meno devastanti per risolvere il problema dell’acqua alta. La ciclopica opera dovrebbe terminare entro il 2011, sempre che lo Stato garantisca i finanziamenti annuali fino al raggiungimento dei 3.441 milioni di euro previsti.

Lo stanziamento di 450 milioni di euro (pervenuti con 15 mesi di ritardo a causa dei grossi problemi del bilancio statale) sarà destinato a cantieri per inizio lavori dei porti rifugio, conche di navigazione, prima fase dell’isola artificiale (13,5 ettari, di cui 9 emersi) alla bocca del Lido.

E’ ormai risaputo che il Mo.S.E. (non sottoposto alle regolari procedure delle valutazioni di impatto ambientale secondo la legge nazionale ed europea):

  1. provocherà modifiche e danni irreversibili all’assetto paesaggistico e alla struttura geologica, morfologica ed idrologica alle bocche di porto e in particolare sul litorale di Caroman e S.Maria del Mare, a Pellestrina, e sul Bacan di S.Erasmo;
  2. interferirà col ripascimento dei litorali contribuendo alla sua riduzione;
  3. non risolve e anzi elude il principale problema del riequilibrio ambientale dell’ecosistema lagunare;
  4. sta già sottraendo risorse finanziarie per garantire l’attività complessiva di salvaguardia della laguna, del Centro storico e delle isole, nonché dei Comuni della gronda;
  5. causerà gravi danni all’economia locale (portualità, pesca, ecc,).


Pertanto occorre rafforzare l’opposizione al Mo.S.E. e rilanciare la mobilitazione per:

  1. fermare i cantieri;
  2. far sì che la questione del Mo.S.E. assuma rilevanza nazionale ed internazionale;
  3. procedere al riequilibrio idraulico, fisico, morfologico della laguna, all’arresto e inversione del processo di degrado del bacino lagunare (ormai considerata una vera e propria baia) e alla eliminazione delle cause che lo hanno provocato;
  4. ridurre la profondità e stringere le bocche di porto, aprire le valli da pesca, ridurre il canale dei petroli;
  5. obbligare alla sperimentazione, a partire dalla bocca di Lido, di sistemi alternativi, graduali, reversibili, dai costi sostenibili e che consentano la verifica diretta dei risultati per eventuali correzioni (ad esempio, utilizzo di cassoni affondabili in autunno e rimovibili in primavera), come chiesto anche dal Comune di Venezia.


Per informare e sensibilizzare che:
  • salvare Venezia dalle acque alte è possibile senza il Mo.S.E.
  • si organizza una manifestazione acquea in Canal Grande

Sabato 11 settembre 2004, ore 15.00

Ore 15.00: ritrovo delle imbarcazioni a Piazzale Roma; Ore 15,30 partenza

Ass. per la Difesa dei Murazzi, Ass. Rocchetta e Dintorni, WWF, LIPU, LegAmbiente, Comitato Certosa e Sant’Andrea, Medicina Democratica, Ass. Ambiente Venezia, Ass. Amici della Sampierota, Comitato Lavoratori IUAV contro il Mo.S.E., Ass. Verdelitorale, Ecoistituto Veneto, Ass. G. Bortolozzo, VAS Venezia, Sinistra ecologista


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Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Dicembre 2007 09:54