Articolo OGM VENETO PDF Stampa E-mail
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Venerdì 22 Ottobre 2004 01:00

Il 15 marzo 2004, a Venezia, era nata la Coalizione Veneta "Liberi da OGM": una coalizione di forze che non ha precedenti nella storia recente della nostra Regione. Fianco a fianco per dire no agli OGM nel Veneto, si erano trovate le associazioni ambientaliste e dei consumatori, il mondo del volontariato, del terzo settore, i sindacati, le organizzazioni professionali degli agricoltori, la grande distribuzione e forze politiche di centrodestra e di centrosinistra. Una coalizione voluta fortemente, com’era accaduto a livello nazionale il 5 novembre 2003, dalla Coop, dalla Coldiretti e dall’associazione ambientalista VAS (Verdi Ambiente Società).

Insieme quindi, la grande distribuzione, rappresentata dalla Coop, il mondo agricolo, rappresentato dalla Col diretti, l’associazionismo ambientalista, rappresentato da VAS, e un’infinita serie di attori politici e sociali alleati per chiedere a Galan un passo indietro sulla sua politica nel campo degli OGM dal momento che numerose Regioni italiane si erano dichiarate "OGM free". Leggiamo invece ancora oggi sulle pagine dei giornali che il Governatore del Veneto Galan, alleato con il collega del Friuli Illy, non ha alcuna intenzione di intraprendere la saggia strada di un Veneto "OGM free" e non ha risposto ai numerosi appelli e alle numerose richieste del mondo civile e sociale. La Coalizione "Liberi da OGM" ha più volte chiesto:

· la tutela dell’identità geografica dei prodotti agricoli contro il rischio di spostamento dalle tradizionali aree geografiche di produzione;

· la promozione di standard di sicurezza ambientale e sanitaria attraverso l’esclusione di livelli di contaminazione legati a soglie di inquinamento genetico tollerato;

· la vigilanza sulle modalità di informazione in favore di scelte di acquisto informate e consapevoli;

· la promozione di un sistema obbligatorio di rintracciabilità per verificare le tecnologie di produzione a partire dall’impiego di sementi;

· l’applicazione di un programma di valorizzazione di risorse genetiche locali appartenenti a tradizionali varietà;

· la realizzazione di un sistema adeguato, coordinato ed efficiente di controlli sulle sementi di importazione a livello doganale e sanitario.

In assenza di una minima apertura del suo Governatore, spetta ora alla politica del Consiglio Regionale del Veneto dare risposte coerenti al problema OGM. Farlo non solo è doveroso, ma è necessario. L’alternativa, per la politica, è la perdita di ruolo e l’estraniazione dai grandi processi di autoregolazione, sociali e di mercato.

Giannandrea Mencini

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Dicembre 2007 09:55