San Giacomo in Paludo
VAS ricorre al Tar del Lazio contro la privatizzazione di San Giacomo PDF Stampa E-mail
Scritto da Giannandrea   
Domenica 12 Maggio 2013 16:26

Lo studio di architetti "Isole 84" di Venezia  ha ospitato sabato 11 maggio 2013 un conferenza stampa organizzata dal VAS nazionale e VAS Venezia per denunciare il tentativo di trasformare San Giacomo in Paludo in un ennesimo albergo.

Ultimo aggiornamento Domenica 12 Maggio 2013 19:44
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Vas Venezia collabora con il Festival dei Giardini 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giannandrea   
Martedì 11 Ottobre 2011 14:46

In bragozzo fra vigne, orti e barene della Laguna nord

Itinerario guidato di una giornata con navigazione in bragozzo fra le isole della laguna nord

a cura di Chiara Baradello, biologa e guida naturalistico ambientale

 

Una giornata a bordo di un bragozzo, l'imbarcazione da pesca più diffusa nell'alto Adriatico fra Ottocento e prima metà del Novecento, scivolando sull’acqua calma della Laguna nord di Venezia, per scorgere paesaggi e suoni che solo il lento navigare permette di percepire e raggiungere isole e barene che hanno assistito alla colonizzazione degli antichi veneti per rifugiarsi a vivere a Torcello e Venezia.

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Premessa PDF Stampa E-mail
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Giovedì 22 Novembre 2007 10:07
ImageLa laguna di Venezia è costituita da una miriade di isole.
Alcune continuano ad essere abitate e sedi di attività (S. Erasmo, Vignole, Torcello, Mazzorbo, Burano, Murano nella laguna nord; S. Servolo, Grazie nella laguna sud; Isola degli Armeni e San Giorgio nel Bacino di S. Marco); altre, di dimensione più piccole, sono state completamente abbandonate e lasciate al loro destino (Poveglia, Santo Spirito nella laguna sud; Certosa, S. Secondo, Carbonera, Tessera, S. Giacomo in Paludo ecc. nella laguna nord).
Sedi di attività diverse nel passato, molte di queste isole, con l'avvento prima di Napoleone e poi degli Austriaci, cambiarono destinazione d'uso e molte furono adibite a fortezze e polveriere, destinazione che fu mantenuta fino alla metà del '900.
Per decenni completamente abbandonate, queste isole hanno subito vandalismi di ogni genere e sono state, per mancanza di sorveglianza, completamente depredate vedendo portar via, spesso, anche i resti degli antichi insediamenti, reperti di grandissima importanza storica e archeologica.
Questa che stiamo per raccontare è la storia di San Giacomo in Paludo, una piccola isola situata nella laguna nord, che VAS, con la collaborazione dell'Equipe Veneziana di Ricerca, sta restaurando e riportando alla sua antica magnificenza per destinarla a centro studi sull'ambiente lagunare.


UBICAZIONE

ImageL'isola di San Giacomo in P. si trova nella laguna Nord di Venezia lungo il Canale Scomenzera S. Giacomo che unisce Murano a Burano.
Attualmente l'isola non ha un approdo ACTV e per raggiungerla non vi è che la possibilità di munirsi di barca propria.
L'accesso è naturalmente consentito solo agli addetti ai lavori ma contattando la locale sezione dell'Associazione VAS è, eventualmente, possibile avere materiale sul progetto di ripristino dell'isola e fare una visita ai cantieri.
Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Ottobre 2010 16:46
 
La storia PDF Stampa E-mail
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Giovedì 22 Novembre 2007 11:22
ImageLa vita documentata di questa località risale al XII secolo, sebbene l'intervento umano sull'isola sia antecedente e si estendesse su un'area più ampia dell'attuale.
Nell'ultimo periodo del dogado di Piero Polani (1130-1148) venne edificato un ospizio dedicato a San Giacomo. Successivamente assegnato alle monache Cistercensi (1238), questo verrà trasformato in monastero sviluppando la struttura edilizia e relazionandola al nuovo uso. E' questo un periodo relativamente fecondo per l'isola, nel quale accanto alle trasformazioni edilizie l'isola assume, in virtù della sua ubicazione, un ruolo importante quale ricovero e tappa del traffico lagunare gravitante sul Sile e sul Piave.
Nel 1400, tuttavia, le religiose dell'ordine cistercense abbandonarono definitivamente l'isola e si trasferirono nel vicino monastero di S. Margherita di Torcello.
Nel corso degli anni successivi, constatato il progressivo declino ed il degrado, S. Giacomo in P. venne assegnata ai minori francescani della "Casa Grande" di Santa Maria Gloriosa dei Frari. In essa venne così conservata la vocazione originaria e gli occupanti ne salvaguardarono l'integrità.
E' in questa fase che avvenne la ricostruzione della chiesetta di San Giacomo, poi restaurata nel secolo successivo, le cui immagini sono tramandate dai disegni e dalle incisioni del '600-'700 e la cui descrizione ci perviene dal Coronelli.
Nel corso del '700 il degrado dell'isola, già anticipato dalle descrizioni del Coronelli, divenne manifesto, allorché venne sollecitato dai Minori Conventuale il restauro della pubblica cavana e delle arginature.
Nel corso dei secoli l'isola, fortemente colpita dal moto ondoso del vento di nord-est, ha subito innalzamenti ed ampliamenti atti a rinforzare le arginature.
Agli inizi del 1800, in ossequio ai decreti napoleonici sugli ordini religiosi, il convento dei Frari fu soppresso; l'isola di San Giacomo venne a rientrare di conseguenza sotto la giurisdizione del Demanio, che la diede in concessione all'amministrazione militare.
I preesistenti edifici furono tutti demoliti, fatta eccezione per la cavana settecentesca. Inizia qui una nuova storia in cui l'isola, al pari di altre nella Laguna Veneta, verrà utilizzata saltuariamente quale caserma, quindi trasformata in piazzaforte ed infine in deposito di polveri e materiali militari, uso quest'ultimo, mantenuto fino al definitivo abbandono nel 1961.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Ottobre 2010 16:50
 
Il progetto PDF Stampa E-mail
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Giovedì 22 Novembre 2007 11:33
L'ASPETTO EDILIZIO MORFOLOGICO
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Lo stato di fatto

L'isola è di forma quadrangolare, l'area è di circa mq. 12.000, la superficie coperta di edifici è di mq. 2250 per un volume complessivo di mc. 11.800.
L'impianto urbanistico è riferito all'uso militare: lo testimonia la muratura di cinta, i punti di osservazione, gli edifici adibiti a polveriera e i terrapieni.
Alcuni piccoli fabbricati sono stati recentemente restaurati dal Magistrato alle Acque. Restano da restaurare gli altri edifici per un volume complessivo di mc. 8.800. Tra questi, due fabbricati sono identici per tipologia e struttura.
Costruiti nella seconda metà del secolo scorso dagli Austriaci per lo stoccaggio di esplosivi, sono caratterizzati da un distributivo a celle. Mancano completamente della copertura crollata, a causa della carente struttura portante.
Interessante per gli ampi spazi un terzo fabbricato di costruzione successiva al 1900 nella stessa condizione dei precedenti.

L'aspetto ambientale

ImageL'isola presenta una flora tipicamente infestante.
Nello strato arboreo dominano l'ailanto (Ailantus altissima) e la robinia (Robinia pseudoacacia).
Edera (Hedera helix) e rovo (Rubus sp.) costituiscono la vagetazione di sottobosco. Tra le piante da segnalare vi è un susino (Prunus domestica) e due ciliegi (Prunus sp.), tutti in condizione di deperimento avanzato.
E' presente un platano (Platanus hybrida) ormai prossimo alla morte.
Sono presenti qualche sambuco (Sambucus nigra) e piante di fico (Ficus carica).

L'aspetto archeologico

ImageIl progetto di recupero dell'isola prende in considerazione alcuni importanti elementi quali: l'attuale sistema di trasporto, la collocazione dell'isola, le sue caratteristiche volumetriche, la vocazione archeologica del sito, la fruibilità da parte di turisti e Veneziani.
La caratteristica dell'isola è di trovarsi al centro del sistema di trasporto di collegamento Venezia-Murano-Burano, Tessera-Murano-Venezia e Foce Dese-Burano-Treporti.
Questa sua caratteristica rende l'isola facilmente raggiungibile da tutti i mezzi che già oggi percorrono il canale antistant, con il solo posizionamento di un pontile per la fermata.
Le caratteristiche volumetriche dell'isola permettono la realizzazione di una struttura adatta ad attività di ricerca, convegnistica, formazione.
L'obiettivo è dunque quello di creare, con la collaborazione degli Enti Pubblici locali, le Università e le aziende che operano nel settore delle nuove tecnologie (Arsenale e VEGA), un centro di divulgazione e di formazione sulle nuove tecnologie di intervento sul territorio e sui processi produttivi e più specificamente su quelli lagunari e costieri. Nell'isola sorgerà anche una foresteria di circa ottanta posti.
In questo progetto non va naturalmente dimenticata la vocazione archeologica dell'isola e l'impegno che l'EVR (Equipe Veneziana di Ricerche)ha sostenuto in questi anni.
L'isola pertanto sarà dotata di un padiglione per l'esposizione museale dei reperti ivi trovati e di un campus per poter continuare le ricerche e il recupero di materiali, ancora in atto.
Naturalmente la struttura dovrà essere elastica e poter permettere la sua fruibilità, nei periodi inattivi, anche ai cittadini ed, eventualmente, ai turisti.
Pertanto una struttura di accoglienza sarà attivata a tale scopo.
Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Ottobre 2010 16:50
 
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