7 giugno 2013_Grandi Navi: a proposito del progetto De Piccoli PDF Stampa E-mail
Scritto da Giannandrea   
Domenica 09 Giugno 2013 16:49

Sabato scorso abbiamo partecipato con interesse alla presentazione del progetto per la creazione di un porto per le Grandi Navi elaborato da Cesare De Piccoli. L’idea, risalente a qualche anno fa quando le navi non avevano ancora raggiunto le attuali dimensioni, è stata esposta con chiarezza; in sostanza si tiene conto della necessità di Venezia di continuare ad essere città portuale, ma si accetta definitivamente il fatto che la Laguna non ha nulla a che vedere con il gigantismo marittimo attuato in questi ultimi anni dalle compagnie di navigazione.

Il problema non è l’attività crocieristica di per se stessa, ma le modalità con cui questa viene attuata nel mondo intero. Il progetto nello specifico prevede lo spostamento delle banchine d’ormeggio per le Mega Navi appena fuori della Laguna, come ha detto qualcuno “sull’uscio di casa”. Questo ipotesi è stata accolta favorevolmente da quasi tutti i presenti probabilmente vedendola come efficace alternativa alla nefasta ipotesi portata avanti dall’Autorità Portuale di scavare ulteriormente il Canale dei Petroli e quello S.Angelo-Contorta, soluzione che, creando una sorta di circuito tra la bocca di Malamocco e quella del Lido, metterebbe una pietra tombale sulla Laguna in quanto tale.

Nella precisa illustrazione di De Piccoli abbiamo però colto alcuni aspetti che secondo noi sono stati affrontati superficialmente e che meriterebbero di essere approfonditi, in particolare su come gestire la logistica e lo sbarco/imbarco dei passeggeri e dei relativi collegamenti necessari tra le banchine di P.Sabbioni e le tre direttrici di traffico principali: Venezia, Aeroporto, Terraferma. Ci pare che ancora una volta la soluzione proposta risolva un problema ma, contemporaneamente,  ne crei altri in diversi luoghi, dal nuovo canale Porto-Aeroporto attraverso le barene del Lazzaretto Nuovo e il Bacan, ai problemi di traffico e viabilità in via Fausta, ai parcheggi necessari nell’area P.Sabbioni, alle almeno 10 motonavi in continua e veloce navigazione (moto ondoso) e altro ancora.

L’attività croceristica è indubbiamente una risorsa per la città, ma la responsabilità per quello che sta accadendo non è dei cittadini e dell’opinione pubblica internazionale che si oppongono ai Giganti del Mare, ma piuttosto di chi vede il bene comune solo come un esercizio dei propri interessi: quando Venezia sarà distrutta, i fautori di questo “gigantismo” ci lasceranno con le nostre macerie e le nostre miserie spostando in altri luoghi le loro attività economiche.

 

Ass. VAS Venezia

www.vasvenezia.com

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